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Types of Accommodation in Florence
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In Florence we have holiday accommodation properties of the following types: 1 Star Hotels, 2 Star Hotels, 3 Star Hotels, 4 Star Hotels, 5 Star Hotels, Agritourisms, Apartments, Backpackers, Bed and Breakfasts, Castles, Hostels, Houses, Lodges, Residences, Resorts and Villas.
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Hotel Casci 2 Star Hotel in Florence Tuscany, Italy
Small family hotel right in the heart of Florence, located in an ancient palace only 150 yards away from... |
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Apartments Florence: Suite 5 (Via Palazzuolo, 50 Int.2) Apartment in Florence Tuscany, Italy
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SUITE 28 Borgo Pinti, 54 (int 2) Apartment in Florence Tuscany, Italy
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Vasari e Ammannati - Firenze in Toscana
Tra il 1555 e il '65 Cosimo avvia grandiosi incrementi a livello architettonico e urbanistico. Il rinnovato programma del Palazzo ducale, l'ampliamento di palazzo Pitti, gli Uffizi, le opere in occasione delle nozze del figlio Francesco con Giovanna d'Austria, sono soltanto le principali di i queste imprese.E' importante notare che l'avvio e la realizzazione di questo vasto programma avviene in coincidenza con la chiamata, al servizio del duca, del Vasari e dell'Ammannati (introdotto al duca dal Vasari). Vasari e Ammannati sanno interpretare e realizzare coerentemente la 'politica' architettonica e urbana di Cosimo. Nel Vasari Cosimo trova l'artista ideale disposto ad accettare le sue volontà e capace di arricchirle con una forma di fantasia congruente. È inverosimile che Vasari avrebbe potuto sentirsi indotto a scrivere le Vite, i Ragionamenti e l'Autobiografia se non avesse sentito la ferma convinzione di stare vivendo un'età degna di essere immortalata per i posteri.
Tutti i lavori del decennio tra il 1555 e il ‘65 vengono affidati appunto al Vasari, il quale assume il ruolo di un vero e proprio soprintendente, in senso moderno, dei lavori del ducato, e all'Ammannati. Altri artisti attivi in quel momento sono il Cellini, Giambologna, e altri. Il Vasari, ricco di esperienza, capace di sfruttare con rara abilità di regista la schiera innumerevole degli artisti, capace di corrispondere - risolvendole personalmente - alle idee e alle intenzioni dei programmi iconografici e allegorici degli umanisti di Cosimo (Cosimo Bartoli e poi don Vincenzo Borghini), crea in Palazzo Vecchio un'opera grandiosa e ricchissima, un capolavoro dell'architettura polivalente e complessa del Cinquecento. Con sottilissima intuizione egli interpreta la volontà di Cosimo di rinnovare senza rompere la tradizione rinunciando a modificare l'esterno del palazzo per concentrare tutto lo sforzo di riqualificazione all'interno e traendo da questo contrasto nel rapporto interno-esterno, un primo fondamentale motivo di forza della definizione delle situazioni ambientali. Il concetto di 'interno' assume nell'opera del Vasari in Palazzo Vecchio una nuova qualificazione, ricchissima di articolazioni e variazioni. Alla purezza del volume esterno corrisponde il complesso mondo stratificato: ambienti enormi o piccolissimi, dilatati o compressi, ma sempre calcolatamente configurati, definiti, rifiniti; rapporti reciproci complessi degli ambienti (uno dietro l'altro, disimpegnati, affiancati, uno dentro l'altro ecc.; il Salone dei Cinquecento affiancandosi al nucleo originario arnolfiano occupa l'intera larghezza del palazzo e si affaccia verso la piazza sul filo della via dei Gondi e verso via della Ninna sulla quale un cavalcavia lo collegherà con gli Uffizi; le due 'testate' del Salone si configurano come articolazioni di percorsi e passaggi a più livelli), raccolti in 'cicli' e sequenze (quartieri di Cosimo, di Leone X, degli Elementi, di Eleonora), diversamente articolate e qualificate; ambienti aperti verso l'esterno (fino alla soluzione limite del Terrazzo di Saturno come stanza aperta) o completamente ciechi; collegamenti studiati sullo stesso piano e in verticale tra piano e piano; sapienti variazioni di ogni possibilità dell'impiego dei materiali e delle decorazioni. Tutto ciò fa del palazzo uno stupendo mondo, carico di tutti gli umori ed i valori di cui è capace il gusto cosiddetto 'manierista'. Particolarmente interessante è l'adozione diffusa, nella decorazione degli ambienti interni, di 'vedute' della città o del paesaggio. Le città toscane, le vedute generali di Firenze e quelle dei singoli spazi urbani, sono presenti da una parte come espressione della chiara coscienza del rapporto tra gloria, potenza e assetto urbano; dall'altra come nuova qualificazione degli ambienti interni attraverso la veduta.
Nei Ragionamenti il Vasari spiega come fece dipingere la veduta di Firenze durante l'assedio: "Or guardi Vostra Eccellenza questo quadro, nel quale è ritratta Firenze dalla banda de' monti al naturale, e misurata di maniera che poco divaria dal vero; [...] male agevolmente si poteva far questa storia per via di veduta naturale, e nel modo che si sogliono ordinariamente disegnare le città ed i paesi, che si ritraggono a occhiate del naturale, attesoché tutte le cose alte tolgono la vista a quelle che sono più basse; quindi avviene che, se voi siete in su la sommità d'un monte, non potete disegnare tutti i piani, le valli e le radici di quello; perché la scoscesa dello scendere bene spesso toglie la vista di tutte quelle parti che sono in fondo occupate dalle maggiori altezze, come avviene a me ora, che volsi, per far questa appunto, ritrarre Firenze in questa maniera, che per veder l'esercito come s'accampò allora in pian di Giullari, su' monti, ed intorno a' monti ed a Giramonte, mi posi a disegnarla nel più alto luogo potetti, ed anco in sul tetto di una casa per scoprire, oltra i luoghi vicini, ancora quelli e di S.Giorgio, e di S.Miniato, e di S.Gaggio e di Monte Oliveto; ma Vostra Eccellenza sappia, ancorché io fussi sì alto, io non poteva veder tutta Firenze, perché il monte del Gallo e del Giramonte mi toglievano il veder la porta S.Miniato, e quella di S.Niccolò, ed il ponte Rubaconte e molti altri luoghi della città, tanto sono sotto i monti, dove, per fare che il mio disegpo venisse più appunto, e comprendesse tutto quello che era in quel paese, tenni questo modo per aiutar con l'arte dove ancora mi mancava la natura; presi la bussola e la fermai sul tetto di quella casa, e traguardai con una linea per il dritto a tramontana, che di quivi avevo cominciato a disegnare, i monti, e le case e i luoghi più vicini, e la facevo battere di mano in mano nella sommità di que' luoghi per la maggior veduta; e mi aiutò assai che avendo levato la pianta d'intorno a Firenze un miglio, accompagnandola con la veduta delle case per quella linea di tramontana, ho ridotto quel che tiene venti miglia di paese in sei braccia di luogo misurato, con tutto questo esercito, e messo ciascuno ai luoghi e casa dove furono alloggiati: fatto questo, mi fu poi facile di là dalla città trarre i luoghi lontani de' monti di Fiesole, dell'Uccellatoio, così la spiaggia di Settignano, col piano di S.Salvi, e finalmente tutto il piano di Prato, con la costiera dei monti sino a Pistoia". Il Vasari ci ha fatto conoscere il progetto - soltanto in parte compiuto da Cosimo - per costituire nella Guardaroba - ad opera di Ignazio Danti, e poi sotto Francesco I, ad opera di Stefano Bonsignori – la Sala delle Carte geografiche come "grande sintesi storico geografica".
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